Cucina locale, nazionale e Local, national and roma

Trattoria da Ciospo

Se vi chiedete cosa sia rimasto in Italia della vera osteria una risposta l'avrete qui. Attenzione, non che da Ciospo - personaggio che sembra uscito dalla matita di Uderzo a metà strada tra Obelix e Abraracourcix - si beva portandosi da casa il cartoccio dei salumi, no è l'atmosfera qui che fa osteria. È come se clienti fossero una brigata di amici in cerca di cemento per il loro sodalizio. E anche se ci capitate solinghi, non dubitate che a fine pasto avrete sciolto la lingua. Questa è la cifra più sentimentale che io abbia trovato in una trattoria dove si mangia più che bene con una cucina assolutamente fusion: mette insieme specialità bresciane, citazioni delle regioni d'Italia con qualche incursione fuori dai confini in una proposta di cibo (abbondante) davvero eclettica. Del resto perfettamente consonante con la personalità dell'oste. Francesco è simpatico per natura, vulcanico per stile di vita. L'ambiente è caldo dai toni arancio e color crema, simil-affreschi del maestro Michelangelo a tutta parete, arredi in legno e una scritta sopra l'arco di entrata della sala che cita In vino veritas. E se di vino vogliam parlare, Ciospo al tavolo annuncia la scelta tra il vino della casa e una quindicina di etichette. L'alter ego in cucina è lo chef Massimo Marchetti; le sue preparazioni seguono le stagioni e sono realizzate sempre con materie freschissime. Ecco che sulla lavagna all'ingresso possono comparire scritti in gessetto: spaghetti pomodoro e basilico (davvero gustosi), casoncelli con la zucca di particolare soavità, tortelli col bagòss, bucatini e rigatoni alla carbonara o amatriciana, roastbeef al ginepro, scamone al balsamico, vitello al chili e fagioli rossi (very hot!), carne salada trentina di buon livello e su ordinazione scamponi al sale, manzo all'olio, malfatti, pizzoccheri, tartine di chianina. Chiuderete con i biscottini e con i brutti e buoni e la tortina al cioccolato. Ma il vero dessert sono le chiacchiere con Francesco. Imperdibili!

Carlo Cambi - Il Mangiarozzo 2017

CARLO CAMBI ha esordito nel giornalismo giovanissimo. Ha scritto per il «Tirreno», «la Repubblica», «Panorama», «Epoca», «L'espresso», «Affari & Finanza», «Il Venerdì di Repubblica», «Qn», «Libero». Ha fondato e diretto «I Viaggi di Repubblica». È stato insignito di importanti premi tra i quali Premio Internazionale Ais-Oscar del Vino quale migliore giornalista e scrittore del vino. Con la Newton Compton ha pubblicato Le migliori ricette della cucina regionale italiana. È stato uno dei volti della popolare trasmissione di Rai 1 La Prova del Cuoco, ora lavora per Linea Verde.